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ANDREA OCCHIPINTI, AGOSTINO FERRENTE, DONATELLA BOTTI
presentano
L'ORCHESTRA
DI PIAZZA VITTORIO
un film di
AGOSTINO FERRENTE
Se volete vedere le palme azzurre di piazza Vittorio, se volete vedere
il mare in super 8 di Ostia, se volete vedere Roma la città di
Romeo e Giulietta, se volete sentire "mission impossibile" al
cimbalon in versione zingara, se volete vedere un cubano che fa yoga,
un indiano su una vespa bianca al Colosseo che non si mette il
casco per non spettinarsi i capelli, un equadoregno che svalvola per amore,
un macho arabo vestito di rosa confetto, un casertano che canta in hindi,
un argentino che viene sfrattato dal suo garage, un sitarista indiano
convinto di essere Uto Ughi, un newyorchese che suona le tablas, un griot
senegalese che si sposa con la sua allieva italiana. Se volete sapere
come si dice merda in tedesco, in arabo, in spagnolo, se voltesapere come
si piazza sul mercato di Tunisi un'auto usata, se volere sapere come un
rajastano appena arrivato a Roma deve offrire un'aranciata ad una ragazza
al primo appuntamento, se volete sapere come si prepara il chai indiano
usando i barattoli anche come percussioni, e il cous-cous senegalese mentre
il Senegal sconfigge la Francia ai ai campionati del mondo del 2002, se
volete sapere come si fa a fumare una sigaretta al contrario o come si
convince un comune a comprare un cinema a luci rosse, ma soprattutto se
volete sapere come si canta una canzone senza parole...
se volete vedere e sapere tutte queste cose, allora dovete andare a vedere
L'Orchestra di Piazza Vittorio . Amerete il mondo e la gente che lo abita.
Il film-diario della genesi della ormai famosa Orchestra di Piazza
Vittorio, band nata da un'iniziativa di Mario Tronco, il tastierista degli
Avion Travel, e Agostino Ferrente, che, nel quartiere di Roma dove gli
italiani sono "minoranza etnica"... hanno riunito un gruppo
di musicisti di strada (e non) che vengono da tutte le parti il mondo.
Mario
abita a Piazza Vittorio, cuore dello storico rione umbertino, l'Esquilino,
noto per essere il quartiere più multietnico di Roma dove bene
o male convivono non meno di sessanta etnie diverse e dove ironicamente
si dice che gli italiani sono diventati una "minoranza etnica".
Tastierista degli Avion Travel, vive qui ed è piacevolmente ossessionato
dai suoni a dalle varie lingue che, come una musica, salgono dal cortile
del suo palazzo e gli entrano in casa. L'ossessione diventa il sogno:
un'orchestra.
Presto il suo sogno incontra e si fonde con quello di Agostino, un documentarista
anche lui residente all'Esquilino: nel quartiere è sopravvissuto
un unico cinema-teatro, l'Apollo, tra i più antichi e belli d'Italia,
negli ultimi anni decaduto a sala a luci rossi, ora minacciato di essere
trasformato in sala Bingo. Anche il suo sogno ha a che fare con le varie
culture che convivono attorno alla piazza: salvare il cinema per restituirlo
al quartiere trasformandolo in un laboratorio multidisciplinare con una
programmazione di film che possa valorizzarle, e farle incontrare.
Intorno a queste due scommesse si crea il comitato Apollo 11, formato
da artisti di vari settori, intellettuali, ma anche da comuni abitanti
innamorati del loro quartiere. Insieme si battono per la difesa di un
cinema che sperano diventerà quello della diversità, fedele
all'immagine dell'Esquilino.
Il 14 ottobre 2002, su un camioncino trasformato in palcoscenico e parcheggiato
davanti all'Apollo, quelli di Apollo 11 improvvisano un primo concerto
di protesta per la raccolta di ulteriori adesioni per salvare il cinema
e c'è anche il primo ciak di un documusical "work in progress"
che per cinque anni diventerà il diario dell'avventura umana e
artistica di Mario e Agostino alla disperata ricerca di musicisti nati
chissà dove e portati a Roma dal destino...
Tra le belle scoperte e le delusioni, tra arrivi e partenze, l'orchestra
riesce a raggrupparne una trentina. Chi cattolico, chi musulmano, chi
ebreo, chi induista, chi ateo... Chi campa suonando e chi lavando i vetri
ai semafori. Autodidatti che non sanno leggere uno spartito e diplomati
al conservatorio. Qualche italiano e altri che non parlano nemmeno la
lingua. Vittime di regimi di destra e di sinistra, c'è chi ha un
passato da dimenticare e chi è pieno di nostalgia. C'è di
tutto... tranne un cinese! Appuntamento mancato con una comunità
difficilmente avvicinabile che però sta piano piano impadronendosi
dell'Esquilino con i suoi magazzini all'ingrosso di scarpe e magliette
made in China, sotto lo sguardo insofferente dei vari comitati, per lo
più di destra, che regolarmente scendono in piazza per manifestare
contro.
Malgrado qualche rivalità tra alcuni componenti e le difficoltà
economiche interne all'associazione e malgrado quelle dovute ad una legge
restrittiva sull'immigrazione come la Bossi-Fini, con i relativi ostacoli
di una burocrazia indigesta che accompagna tutti i giorni la vita degli
extra-comunitari, l'Orchestra di Piazza Vittorio alla fine riesce a dare
voce e corpo ad una armoniosa diversità che non ha niente a che
fare con la "musica etnica" perché qui è tutti
insieme verso un'altra musica. Ma non sono solo lingue e strumenti a sposarsi,
perché in questi cinque anni non sono mancati i matrimoni misti
e la nascita di bambini di un colore nuovo.
Guarda
il trailer del film.
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